Venerdì 10 aprile, allo Stadio Gran Sasso di L’Aquila, nell’ambito dell’Evolution Programme della FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio, ho incontrato genitori e tecnici dei giovani atleti per parlare di motivazione.
È una parola che usiamo spesso e che, nello sport, prende forma nelle esperienze quotidiane: nell’allenamento, nell’errore, nel modo in cui un ragazzo vive ciò che fa.
La motivazione non è qualcosa di fisso. Si costruisce nel tempo e cambia in base alle esperienze e alle relazioni. A volte nasce dal piacere, dalla voglia di migliorarsi, dal sentirsi capaci; altre volte è legata ai risultati, al riconoscimento, alle aspettative. Nella realtà, queste dimensioni si intrecciano continuamente.
Per questo ho portato l’attenzione su tre elementi fondamentali: sentirsi liberi di scegliere, sentirsi capaci anche nell’errore e sentirsi parte di un gruppo. Quando questi aspetti sono presenti, la motivazione diventa più stabile: non è più qualcosa da rincorrere, ma qualcosa che sostiene il percorso nel tempo.

